Il FER X è uno degli strumenti da valutare oggi quando si progetta un nuovo impianto fotovoltaico. Non perché renda automaticamente conveniente qualsiasi investimento, ma perché può incidere sulla sostenibilità economica del progetto e sulla valorizzazione dell’energia prodotta.
Dal 2026 il meccanismo è entrato nella sua fase definitiva, superando il FER X Transitorio e introducendo nuove regole di accesso. Per le aziende, quindi, il punto non è solo sapere che l’incentivo esiste, ma capire se il proprio progetto ha le caratteristiche giuste per utilizzarlo.
Ecotec può affiancare l’impresa nella valutazione dell’impianto fotovoltaico, verificando anche la compatibilità del progetto con il Decreto FER X 2026 e con le altre agevolazioni disponibili.
In breve
- Misura: FER X definitivo
- Normativa di riferimento: DM 18 giugno 2026
- Gestore: GSE
- Tecnologie ammesse: fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione
- Accesso: diretto per determinati impianti fino a 1 MW; procedure competitive per potenze superiori
- Fotovoltaico: tra le tecnologie incentivate
- Prima procedura competitiva: avviata nell’ottobre 2026
Che cos’è il Decreto FER X
Il Decreto FER X sostiene la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso un meccanismo pensato per tecnologie ormai mature, come il fotovoltaico.
Non si tratta di un contributo a fondo perduto: il sostegno riguarda l’energia prodotta dall’impianto e punta a rendere più prevedibile il ritorno economico dell’investimento.
Il FER X può interessare nuovi impianti e, nei casi previsti, interventi su impianti esistenti.
Per un’azienda che sta pensando al fotovoltaico, questo cambia il modo di approcciare l’incentivo: prima si definisce un progetto tecnicamente ed economicamente valido, poi si verifica se il FER X può migliorarne la convenienza.
FER X definitivo e FER X Transitorio: cosa cambia
Il FER X Transitorio ha rappresentato la prima fase del nuovo sistema di sostegno alle rinnovabili. Nel 2026 è entrato in vigore il FER X definitivo, che porta il meccanismo a regime e definisce un percorso più strutturato per l’accesso agli incentivi.
| FER X Transitorio | FER X definitivo | |
| Periodo | Fase precedente e temporanea | In vigore dal 2026 |
| Funzione | Prima applicazione del nuovo sistema FER X | Meccanismo a regime |
| Tecnologie | Fonti previste dal regime transitorio | Fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione |
| Accesso | Secondo le regole del regime transitorio | Accesso diretto per determinati impianti fino a 1 MW e procedure competitive per potenze superiori |
| Qualifica preliminare | Non prevista nell’attuale configurazione | Prevista per gli impianti soggetti alle procedure competitive |
| Riferimento per nuovi progetti | No | Sì |
Per chi sta progettando oggi un nuovo impianto fotovoltaico, quindi, il riferimento da considerare è il FER X definitivo. Il transitorio resta rilevante soprattutto per i progetti già coinvolti nelle precedenti procedure.
Quali impianti sono incentivati dal FER X
Il FER X definitivo riguarda la produzione di energia elettrica attraverso quattro tecnologie:
- fotovoltaico;
- eolico;
- idroelettrico;
- impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.
Aziende, capannoni, coperture industriali e altre superfici disponibili possono essere valutati per verificare la possibilità di realizzare un nuovo impianto e, successivamente, capire se il progetto possiede i requisiti necessari per accedere al meccanismo.
Non significa però che qualsiasi impianto fotovoltaico aziendale possa automaticamente beneficiare del FER X: l’accesso deve essere verificato caso per caso.
Come funzionano gli incentivi FER X
Il FER X non è un classico contributo a fondo perduto.
Il meccanismo sostiene l’energia prodotta dagli impianti ammessi, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza legata all’andamento dei prezzi dell’energia e rendere più prevedibile il ritorno dell’investimento.
Le modalità di accesso cambiano soprattutto in funzione della potenza.
Per gli impianti fino a 1 MW, nel rispetto dei requisiti previsti, è possibile accedere direttamente al meccanismo. Per gli impianti di potenza superiore a 1 MW, invece, è prevista la partecipazione alle procedure competitive FER X gestite dal GSE.
Questo significa che, per i progetti più grandi, non basta presentare una semplice richiesta. L’impianto deve possedere determinati requisiti tecnici e autorizzativi e deve seguire l’iter previsto per la procedura competitiva.
Per questo progettazione e verifica dell’incentivo dovrebbero procedere insieme fin dalle prime fasi.
FER X e fotovoltaico per aziende: cosa valutare davvero
Per un’azienda che vuole installare un impianto fotovoltaico, il FER X può essere interessante, ma non dovrebbe essere il punto di partenza.
Prima bisogna capire se l’impianto funziona davvero per quell’edificio o per quell’area.
Tra gli elementi da valutare ci sono:
- superficie disponibile;
- potenza installabile;
- stato della copertura o del terreno;
- connessione alla rete;
- autorizzazioni necessarie;
- produzione energetica attesa;
- costi dell’intervento;
- modalità di accesso al FER X;
- ritorno economico complessivo.
Nel caso degli edifici industriali, il fotovoltaico può anche diventare parte di un intervento di riqualificazione più ampio. Una copertura datata, ad esempio, può richiedere lavori di rifacimento, bonifica dell’amianto o interventi di efficientamento prima dell’installazione dei pannelli.
In questi casi ragionare sull’edificio nel suo insieme permette di evitare interventi scollegati tra loro e costruire un progetto più solido.
Come funzionano le procedure competitive FER X
Per gli impianti di maggiore potenza, l’accesso al FER X passa attraverso procedure competitive gestite dal GSE.
Prima di partecipare, il progetto deve essere sufficientemente maturo dal punto di vista tecnico e autorizzativo e, nei casi previsti, superare una fase di qualifica preliminare.
La potenza incentivabile non è illimitata: i progetti concorrono quindi per accedere alla quota disponibile nelle singole procedure.
In pratica, non basta avere l’idea di un impianto. Serve arrivare alla procedura con un progetto già ben impostato.
FER X 2026: la prima procedura competitiva
A ottobre 2026 è stata avviata la prima procedura competitiva del FER X definitivo.
Il GSE ha pubblicato i bandi relativi a impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici. Per questa prima procedura, le manifestazioni di interesse sono previste dal 22 ottobre al 6 novembre 2026.
Le Regole Operative sono state aggiornate il 2 ottobre 2026 proprio per disciplinare anche le modalità di presentazione e valutazione delle manifestazioni di interesse e delle successive richieste di partecipazione.
FER X e altri incentivi fotovoltaico: cosa conviene valutare
Il FER X non è l’unica agevolazione che può entrare in gioco quando un’azienda investe nel fotovoltaico.
A seconda del progetto possono essere rilevanti anche:
- Conto Termico 3.0
- Iperammortamento 2026-2028
- Nuova Sabatini
- o strumenti legati alle Comunità Energetiche Rinnovabili
Sono misure diverse, con obiettivi e requisiti differenti. Alcune intervengono sulla produzione di energia, altre sul costo dell’investimento o su interventi più ampi di riqualificazione.
Per questo non esiste un incentivo migliore in assoluto: esiste quello più adatto al singolo progetto.
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Ecotec: un unico partner per progetto e incentivi
Ecotec affianca le aziende nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici, partendo dalle caratteristiche reali dell’edificio o dell’area.
La valutazione considera la superficie disponibile, lo stato della copertura, i vincoli tecnici, il dimensionamento dell’impianto e le possibilità di connessione alla rete.
Quando serve, il fotovoltaico può essere integrato con altri interventi diriqualificazione industriale, come rifacimento delle coperture, bonifica, miglioramento della sicurezza ed efficientamento energetico.
All’interno del progetto vengono valutate anche le agevolazioni disponibili, compreso il Decreto FER X, così da coordinare aspetti tecnici, economici e procedurali senza trattarli come attività separate.