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Decreto Energia Fotovoltaico: le normative chiave per il 2024

Decreti e incentivi: l’energia verde alla guida del futuro. Scopri le ultime disposizioni del Decreto Energia 2024, con un focus sull’incentivazione delle imprese, i finanziamenti CER e le nuove prospettive del panorama energetico italiano.

In questo articolo esploriamo le novità introdotte dal recente Decreto Energia e valide anche per tutto il 2024. Tra le novità più significative spicca l’incentivo alle imprese energivore e la riforma alle agevolazioni, che allineano le norme nazionali a quelle europee riguardanti gli aiuti di Stato per il clima, l’ambiente e l’energia. Inoltre, viene semplificata la burocrazia per promuovere gli investimenti nell’autoproduzione di energia rinnovabile, con una particolare attenzione ai progetti fotovoltaici ed eolici per soddisfare le esigenze delle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il nuovo Decreto Cer propone due principali azioni di sostegno volte a promuovere, all’interno delle Comunità Energetiche, la produzione e la condivisione di energia rinnovabile.

Cosa sono le Comunità Energetiche

Come stabilito dal Dlgs 199/2021, le Comunità Energetiche rappresentano un’associazione tra attività commerciali, cittadini, piccole e medie imprese, e amministrazioni locali che decidono di unirsi con l’obiettivo di dotarsi di impianti per la produzione, l’autoconsumo e la condivisione di energia rinnovabile.

In altre parole, due o più soggetti si uniscono per generare energia che può essere consumata internamente, scambiata tra i membri e, in caso di surplus, ceduta alla rete. La produzione di energia elettrica genera benefici in termini di incentivi, mentre la cessione di energia avviene a prezzi di mercato, grazie all’entrata in vigore del DL 162/19 (articolo 42 bis) e dei corrispondenti provvedimenti attuativi, quali il DM 16 settembre 2020 del MìSE e la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA.

Novità introdotte dal Decreto Energia 2024

Il recente Decreto Cer introduce due principali misure incentivate per promuovere la produzione e la condivisione di energia rinnovabile all’interno delle Comunità Energetiche. La prima consiste in una tariffa incentivantebasata sulla potenza dell’impianto, con una componente fissa di 60 €/kWh e una variabile in relazione al prezzo zonale, oltre a un supplemento legato alla localizzazione geografica dell’impianto. Quest’ultimo prevede un extra di 4€/MWh per le regioni centrali e 10€/MWh per quelle settentrionali. Queste misure mirano a finanziare impianti con una potenza complessiva di 5 Gigawatt entro il termine del 2027.

Inoltre, per i Comuni italiani con meno di 5 mila abitanti, è previsto un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 40% del costo di realizzazione di nuovi impianti o dipotenziamento di quelli esistenti all’interno delle Comunità Energetiche. Questo contributo può essere accumulato con la tariffa incentivante entro certi limiti definiti. Complessivamente, queste nuove misure prevedono incentivi per un totale di 5,7 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi finanziati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di stimolare la produzione e la condivisionedi energia rinnovabile in tutto il territorio nazionale. Ma chi sono i soggetti beneficiari e chi invece non ha diritto a tali finanziamenti a fondo perduto?

Finanziamento a fondo perduto CER: beneficiari e come accedere

Possono accedere al finanziamento a fondo perduto CER tutti gli impianti legati all’autoconsumo di energia rinnovabile, come descritto nel piano “CACER” (configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile). Questi includono sia gli impianti esistenti che quelli potenziati, purché soddisfino determinati criteri:

  • Gli impianti devono avere una potenza nominalemassima, o nell’intervento di potenziamento, inferiore a 1 MW.
  • L’avvio dei lavori per la realizzazione degli impianti deve essere successivo alla data di entrata in vigore del decreto.
  • Le configurazioni di autoconsumo devono rispettare le condizioni previste dall’articolo 31 del decreto legislativo n. 199 del 2021.
  • Le Comunità di Energia Rinnovabile (CER) devono essere regolarmente costituite al momento della presentazione della domanda.
  • Gli impianti e i punti di prelievo delle CER devono essere collegati alla rete di distribuzione tramite punti di connessione nella stessa cabina primaria, con alcune eccezioni per le isole minori.
  • Gli impianti devono possedere i requisiti prestazionali e ambientali necessari per rispettare il principio del “Do No Significant Harm” (DNSH) e i requisiti costruttivi definiti nell’articolo 8 del decreto.

 

Gli aiuti al funzionamento concessi ai sensi del decreto non possono superare i 20 milioni di euro per impresa per progetto.

Finanziamento a fondo perduto CER: i soggetti NON beneficiari

Sono esclusi dal ricevere benefici del finanziamento a fondo perduto CER i seguenti casi:

  • Gli impianti che hanno avviato i lavori di realizzazione prima della pubblicazione del decreto CER. Per chiarezza, l’inizio degli interventi coincide con il momento dell’assunzione della prima obbligazione che rende l’investimento irreversibile, come l‘ordine di attrezzature o l’avvio dei lavori di costruzione. Attenzione: l’acquisto di terreni e le attività preliminari, come l’ottenimento di permessi e gli studi preliminari di fattibilità, non costituiscono un avvio dei lavori;
  • Le imprese in difficoltà;
  • I soggetti richiedenti che sono soggetti a cause di esclusione di cui all’art. 80 del codice appalti;
  • I soggetti richiedenti assoggettati a divieti, decadenze o sospensioni secondo l’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
  • Le imprese per le quali pende un ordine di recupero a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che ha dichiarato illegali e incompatibili con il mercato interno gli incentivi percepiti.

 

Queste restrizioni mirano a garantire che i finanziamenti siano assegnati a progetti idonei e conformi alle normative, escludendo casi di irregolarità, difficoltà finanziarie o precedenti decisioni europee di illegalità degli incentivi.

Altre novità del Decreto Energia 2024

Il Decreto Energia, approvato il 27 novembre 2023 e composto da 11 articoli, presenta una disposizione molto attesa in merito alla riduzione dei costi per le imprese energivore grazie all’implementazione di nuovi impianti green. Secondo quanto precisato dal MASE, le imprese ad alto consumo di energia elettrica, come quelle del settore chimico, vetro e tessile (circa 3.800), sono incentivate a installare impianti a fonti rinnovabili. Per i primi tre anni, il GSE avrà la possibilità di anticipare gli effetti della realizzazione di questi impianti, garantendo energia rinnovabile a un prezzo in linea con i costi della tecnologia. L’energia anticipata potrà essere restituita nei successivi 20 anni.

Inoltre, il testo del decreto introduce una riforma delle agevolazioni per le imprese energivore, allineando la disciplina nazionale a quella europea in materia di aiuti di Stato per il clima, l’ambiente e l’energia. Nel contesto delle riforme settoriali del PNRR, si attua una semplificazione amministrativa delle procedure energetiche per eliminare ostacoli che potrebbero influire negativamente sulle attività economiche.

In caso di più richieste concorrenti per la concessione della stessa area, gli enti concedenti daranno priorità ai progetti di impianti fotovoltaici o eolici destinati a soddisfare il fabbisogno energetico delle imprese iscritte nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali. Queste disposizioni mirano a promuovere la sostenibilità e a semplificare il panorama normativo per facilitare gli investimenti nel settore dell’energia rinnovabile.

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